LA VEGETAZIONE

Le analisi paleobotaniche dei carboni dalle tombe a cremazione golasecchiane hanno permesso di individuare le caratteristiche della vegetazione nell’area di Sesto Calende in età protostorica.

La quercia e il frassino, utilizzati per il rogo funebre, dovevano essere molto diffusi così come la betulla, che tuttora costituisce un ottimo combustibile e si presta ad usi molteplici.

Il nocciolo e il corniolo arricchivano il sottobosco del querceto, mentre è testimoniata anche la presenza del cerro, pianta oggi diffusa perlopiù al centro-sud, ma che un tempo doveva crescere anche nella Pianura Padana

Allo stesso modo il faggio, ottimo combustibile, e l’abete bianco, oggi diffusi solo oltre i 900 metri di quota, erano allora presenti a quote molto più basse.