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PREMIO ROSA CAMUNA 2006:
Il
Comune di Sesto Calende candida Suor Adriana Vitali
La Giunta
della Regione Lombardia dal 1996 ha istituito il Premio Rosa Camuna
per riconoscere il ruolo delle donne che abbiano reso alto il
prestigio della Lombardia nell'educazione, nel lavoro, nella cultura,
nell'impegno civile e sociale, nella creatività, sia a favore della
condizione femminile e delle pari opportunità che della collettività.
Il Comune di Sesto Calende ha candidato per il Premio Rosa Camuna 2006
Suor Adriana Vitali per la sua missione.
Suor
Adriana Vitali quintogenita di una famiglia composta da ben otto
figli, consegue il diploma magistrale e successivamente entra a far
parte della congregazione delle ORSOLINE U.R. Nei primi anni si dedica
all'insegnamento a SESTO CALENDE ma ben presto scopre che la sua vita
dovrà essere dedicata ai più poveri. Nel 1971 si reca in missione in
BRASILE e per due anni presta la sua opera in un orfanotrofio.
Successivamente lavora nelle favelas di ITABUNA e ITAPEBI nello stato
di BAHIA raccogliendo e aiutando le giovani abbandonate. Nel 1982
torna in Italia per recuperare una salute già compromessa; rimane fino
al 1984 ma poi parte nuovamente in missione nel CAMEROUN. Il suo
compito consisteva nella formazione di catechisti, ma ben presto si
rende conto che i bisogni primari di quella nazione sono ben altri.
Per meglio conoscere lingua, vita e abitudini del posto, trascorre tre
anni nei villaggi dormendo sulla nuda terra dei "tucul". Constatato
che le comunità locali sopravvivono grazie ai minuti lavori agricoli e
domestici delle donne, nasce in lei l'idea di tentare di sollevare il
loro stato di assoluta inferiorità e sudditanza dall'uomo. Comprende
che la via dell'emancipazione femminile passa attraverso l'istruzione
e l'indipendenza economica. Matura in lei l'idea di costituire un
centro di addestramento al lavoro e di alfabetizzazione per le giovani
donne. E' sola, non ha risorse economiche; l'idea sembra “folle” ma
con l'aiuto delle persone che conoscono la sua forza di volontà, sorge
il centro CE.FEM (Centro Femminile). Aderendo alle pressanti richieste
delle mamme apre, sempre da sola, una scuola anche per le loro figlie.
Dapprima poche ragazze poverissime, in un riparo di fortuna, poi con
l'aiuto della "Provvidenza" costruisce aule scolastiche che ora
accolgono oltre 600 allieve, dalla scuola materna alle elementari, e
una trentina di bambine prive di genitori che vivono presso il centro.
Forma col tempo maestre locali e da lavoro alle giovani migliori che
escono dal centro. Nel 2000 il Comune di SESTO CALENDE costituisce il
Comitato "SESTO PER I PAESI POVERI" che aiuta sostanziosamente Suor
Adriana fornendo fondi per la perforazione di un nuovo pozzo per
l'estrazione dell'acqua e l'ampliamento dell'edificio scolastico.
Suor
Adriana costituisce senz’altro un esempio di forza, fiducia nelle
capacità umane, tenacia nel lavoro e caparbia volontà nel perseguire e
raggiungere un ideale: migliorare la condizione femminile e infantile.
E’ ben consapevole che solo attraverso l'istruzione, nel più assoluto
rispetto della tradizione e della libertà religiosa, è possibile nel
lungo periodo trasformare la vita delle popolazioni locali. E'
convinta che le giovani, attraverso i loro modesti, ma importanti
nuovi lavori, attraverso moderne conoscenze, possano acquisire
l'indipendenza economica e con l’istruzione cominciare ad uscire da
uno stato di spaventosa inferiorità sono il fulcro di una leva che
riuscirà a sollevare le condizioni delle popolazioni tribali. La sua
scuola ha ottenuto il riconoscimento del governo locale ed è spesso
oggetto di visita di delegazioni di insegnanti del Cameroun e sovente
le sue poverissime alunne ottengono i risultati migliori negli esami.
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