Centro storico

Centro storico


[di Renzo Besozzi]

Una rapida pennellata di storia

L’ubicazione della città, alla confluenza di lago e fiume, ne ha determinato nei millenni la vocazione commerciale. Sulle vie d’acqua potevano fiorire i commerci, mentre altrove, in mancanza di strade, l’economia non poteva essere che locale. Testimoniano ciò in modo inequivocabile i reperti archeologici della cosiddetta “cultura di Golasecca”, sviluppatasi nel primo millennio avanti Cristo, prima che i Romani annettessero le nostre terre. Il territorio di Sesto fu, nel corso della storia, attraversato più volte dagli eserciti, in quanto il Ticino non presenta qui rapide e si presta quindi all’attraversamento senza rischi. Così la storia annovera il passaggio del brenno Belloveso verso il 600 a.C. contro gli Etruschi, di Cornelio Scipione, che nel 218 a Sesto attraversò il fiume per fermare l’esercito di Annibale (e ne restò sconfitto).

Le colline sopra la località Presualdo sono dette ancor oggi “Corneliane”, in quanto ospitarono il campo base di Cornelio.

Possiamo non dilungarci sulle altre mille volte in cui le terre di Sesto furono funestate dal passaggio di eserciti, ma mi piace ricordare l’attraversamento del fiume da parte di Garibaldi con i suoi “cacciatori delle Alpi”, che diede l’avvio alla seconda guerra d’indipendenza contro l’Austria, nel 1859, la cui memoria è documentata nel cippo oggi posto sull’allea, e rappresentata in un celebre dipinto di uno dei combattenti, Eleuterio Pagliani.

Il centro di Sesto fu da sempre luogo di mercato, come comprova il nome stesso del borgo citato nei più antichi documenti come “Sextum Mercatum”, da intendersi sia come luogo di scambio merci tra i prodotti locali e quelli provenienti da altri territori per le vie d’acqua, sia come luogo in cui si concludevano contratti notarili anche di passaggi di proprietà terriere ed immobiliari. Successivamente il nome del borgo viene citato come “Sextum Kalendarum”, a significare che il mercato si svolgeva sei giorni prima delle calende di ciascun mese.

Un interessante documento del 1141, in cui viene ceduto a certo Guido Visconti un vasto territorio comprendente Sesto, si pone a costui un tributo in olio, pepe, zucchero e 100 bicchieri di vetro. Questo può significare che il territorio poteva produrre olio, poteva commerciare in spezie dell’oriente e, soprattutto, era in grado di produrre vetro dai ciottoli del fiume, guarda caso una cultura antica che si è poi sviluppata a Sesto nel corso della storia fino ai nostri tempi, con l’industria della vetreria.

Sesto divenne Comune attorno al XIII secolo, e si è mantenuto tale fino ad oggi, anche quando il territorio, dopo alterne vicissitudini anche militari, divenne feudo di un ramo dei Visconti, che per secoli estorsero con la violenza agli abitanti oneri e tasse non dovute. La signoria dei Visconti terminò nel 1656, per estinzione della famiglia. Non lasciarono nè un monumento, nè un’opera di beneficenza che potesse richiamare ai posteri la loro memoria. Solo violenza e soprusi.

Il feudo fu ceduto, non senza contestazioni da parte di rami cadetti dei Visconti, dall’erario ducale ai marchesi Cusani, che acquisirono il titolo (e le rendite) di Conti di Sesto.

Le vicissitudini del monastero dei benedettini e della loro chiesa di S.Donato hanno meritato un capitolo a se stante, di cui abbiamo parlato in breve nella tormentata storia del quartiere Abbazia, storia che si intreccia a quella di Sesto per le traversie subite dalle ricorrenti orde militari, ma che se ne distingue per le peripezie e le controversie di carattere religioso e temporale che si innestavano nelle lotte fra papato ed impero.

In ogni caso il “porto” e il dazio di Sesto furono sempre sotto sorveglianza di ufficiali del comune prima, e dei duchi di Milano poi, perchè il passaggio di merci e persone era controllato e adattato a varie esigenze annonarie o sanitarie della intera regione, come ad esempio in periodi di carestie o di epidemie.

Nel XVI secolo molti comuni decisero di avere uno stemma, e Sesto non fu da meno: adottò il simbolo che tuttora appare nello stemma e nel gonfalone della nostra città appena ufficialmente approvato dal presidente della Repubblica, e cioè il compasso, perchè in quel tempo questo era chiamato “sesto”, come il nome del comune.

A titolo di cronaca, riportiamo che la prima scuola pubblica, per anni in precedenza osteggiata dalla popolazione e dal clero, fu aperta solo nel 1799 nel convento di S.Francesco, ma non potè funzionare lungamente per le vicissitudini militari che imperversarono con requisizioni di alloggi e di vettovaglie durante le guerre tra francesi ed austro-russi. Anche le chiese vennero adibite a caserme e ad ospedali. I contadini vennero forzosamente impiegati in lavori di fortificazioni militari. Le barche furono tutte requisite per scopi bellici. Ancora una volta Sesto fu depredata e violentata.

Il quartiere centro

Fino ad ora ho citato alcuni fatti di storia della nostra città. Ora descriverò brevemente i più significativi edifici del Centro.

La chiesa prepositurale di Sesto Centro è quella, imponente e bellissima, dedicata a San Bernardino, consacrata nel 1912. Si narra che le stupende colonne monolitiche in granito di Baveno che la sostengono, fossero destinate alla basilica di San Paolo in Roma, ma furono sequestrate durante il trasporto per mezzo di barconi in seguito al fallimento della ditta fornitrice, e qui rimasero. Il campanile, la cui costruzione iniziò contestualmente alla chiesa in fondo alla navata sinistra, venne interrotto (e così rimane) per problemi di staticità. Solo nel 1932 verrà edificato l’attuale torre campanaria, che è stata ristrutturata nel 2013 ed ora fa bella mostra di sè.

Una precedente chiesa era stata costruita attorno al 1460 nell’attuale piazza Garibaldi e più volte rimaneggiata ed ampliata nel corso dei secoli. Il suo campanile, costruito solo nel 1716 e addossato alla chiesa, cedette e s’inclinò, divenendo nel tempo un incubo per gli abitanti. Dopo decenni di discussioni, la chiesa e il campanile, decrepiti ed insicuri, vennero demoliti nel 1904, anche per allargare il passaggio della strada del Sempione, che attraversava Sesto per le attuali vie XX settembre e Roma.

A partire dal 1630 e con varie sospensioni nella costruzione, stante l’opposizione del card. Federico Borromeo (quello dei Promessi Sposi), fu costruito il convento di S. Giuseppe e la chiesa omonima, oggi scomparsi.

Sesto centro ospita scuole comunali, statali e private: materne,elementari, medie, superiori. Qui si sono formati quasi tutti i nostri cittadini, qui abbiamo acquisito le basi culturali che ci rendono tutti fratelli ed amici. Un giovane grande sacerdote coadiutore di Sesto, Carlo Sammartino, con le elemosine e con l’aiuto volontario di poveri contadini che gli portavano i materiali necessari, fondò attorno al 1850 un istituto per l’educazione delle fanciulle povere, che poi passò nel 1857 alle monache Orsoline di Milano. Questo Istituto crebbe e divenne la più importante scuola della zona, ed ancor oggi, passato di proprietà alla Parrocchia, svolge un importantissimo ruolo nell’istruzione primaria e secondaria di Sesto.

Nata nel 1915, l’industria aeronautica (prima Siai – Società Idrovolanti Alta Italia, poi Savoia-Marchetti ed oggi Agusta Westland) si sviluppò rapidamente in Sesto Centro fino ad impiegare circa 10.000 persone, provenienti da un vasto bacino territoriale. Fiore all’occhiello dello spirito imprenditoriale locale, fu amata da tutti i dipendenti. Tarpate le ali alla Siai dai trattati di pace dopo la seconda guerra mondiale, l’aereo rimase nel sangue di tutti i sestesi “doc”. I capannoni dove i nostri padri hanno per decenni orgogliosamente lavorato, portando il prestigio dell’Aeronautica italiana nel mondo, e da cui sono usciti gli idrovolanti che hanno fatto la storia internazionale del volo , ospitano oggi la Training Academy, scuola di volo verticale altamente qualificata, voluta da un nostro grande concittadino, la cui brillante carriera in Siai lo ha portato ai vertici del gruppo di cui la nostra industria fa parte. La scuola dispone anche di quattro simulatori di volo tanto sofisticati da far valere ogni ora di prova sul simulatore, sulle carte di brevetto dei piloti, come un’ora di volo vera.

La fabbricazione del vetro, come sopra detto esistente molti secoli fa, divenne industria a partire dal 1813 per iniziativa dell’imprenditore G. B. Rossini a S. Anna. La grande vetreria in Sesto centro ne prese il posto nel 1906 e svolse la sua attività creando un indotto artigianale di un certo rilievo. Attualmente l’area, da anni dismessa, sta per ospitare un centro commerciale, a cura del più prestigioso marchio italiano della grande distribuzione. Ma i belli edifici storici della vetreria e la ciminiera, simbolo dello spirito imprenditoriale della città, rimarranno e saranno rimessi a nuovo.

Il Centro ospita, nell’imponente complesso del palazzo comunale, la Biblioteca, che fa parte di un vasto sistema bibliotecario della provincia, vero motore delle attività culturali della città. Nello stesso palazzo è ubicato il Museo Civico, che raccoglie testimonianze importanti delle popolazioni gravanti sul territorio a partire dall’età del bronzo, in particolare della cosiddetta “cultura di Golasecca”.

E come non ricordare “La Marna”ex dopolavoro Siai-Marchetti, che si affaccia sul fiume, con grande sala per spettacoli, danze e riunioni pubbliche? Nello stesso luogo abbiamo la spiaggia pubblica, il parco giochi per i bambini e la sede del prestigioso Circolo Sestese Canoa Kayak, attivo dal 1920 con il nome di “Canottieri Sestesi”, e che ha dato tanti atleti di livello internazionale a Sesto Calende.

Il quartiere è sempre stato oggetto di esondazioni del fiume. La storia ne riporta una importante del 1705, che causò moltissimi danni ai sestesi, e che interruppe per molti mesi la navigazione delle imbarcazioni verso Milano. Il “Vicario di Provvisione” governativo ebbe più volte a sollecitare lo sblocco delle barche cariche di legna e di carbone che sostavano a Sesto.