Abbazia

Abbazia


[di Renzo Besozzi]

Il quartiere dell’Abbazia è sicuramente il più carico di storia. Dico di storia in quanto sono molti i documenti che ne parlano, specie dall’alto medioevo fino ai giorni nostri. Certo, l’importanza del quartiere discende dalla presenza dell’Abbazia benedettina che dal secolo IX nel bene e nel male influenzò in modo determinante la storia di Sesto Calende.

L’Abbazia venne fondata dal conte Liutardo (o Luitardo), che fu vescovo di Pavia dal 830 al 864, e che ottenne molti castelli e possedimenti terrieri dall’imperatore e re d’Italia Lotario e da suo fratello Lodovico, tra i quali le terre di Sesto, abitate in quell’epoca da discendenti di Eruli e Longobardi, che professavano in parte ancora l’idolatria e in parte l’Arianesimo. Liutardo, uomo deciso e violento nel combattere gli scismi che dividevano la Chiesa, distrusse quel che rimaneva della vecchia cultura e fondò il monastero benedettino, che dipendeva dal vescovo di Pavia. L’Abbazia era geograficamente situata nella Diocesi di Milano, ma le condizioni politiche del tempo, quando il governo era a Pavia, dettero forza a questa situazione, almeno fino alla morte di Liutardo. Da quel momento tutta la storia per secoli fu un succedersi di lotte fra i due vescovadi, che se ne contendevano la giurisdizione, anche ripetutamente con la forza degli eserciti, dato che queste controversie si innestavano nel più vasto antagonismo fra impero e papato.

Dobbiamo giungere al 1816, dopo la restaurazione e la riorganizzazione delle diocesi del Lombardo-Veneto, perchè la giurisdizione ecclesiastica dell’Abbazia passi dalla diocesi di Pavia a quella di Milano.

Ma torniamo al nostro quartiere. L’Abbazia, restata senza monaci per i continui soprusi e fatta segno di continue ruberie, fu assegnata, con tutte le sue pertinenze, dal papato all’opera pia Ospedale Maggiore, che per via delle guerre continue non aveva più sufficienti risorse per la cura degli infermi. Le terre divennero così di proprietà dell’Ospedale, e tali rimasero in gran parte fino ai giorni nostri.

L’Abbazia, definitivamente abbandonata nel secolo scorso, divenne un rudere, e solo qualche decennio fa vennero ricostruiti, per interessamento del nostro cardinale Angelo Dell’Acqua, gli edifici che oggi ospitano la Casa di Riposo sant’Angelo e l’Azienda Sanitaria Locale.

La chiesa di San Donato, annessa alla Abbazia, resta però il principale monumento storico di Sesto. Anche la chiesa, come il monastero, subì alterne vicissitudini, tra cui anche la sconsacrazione per lunghi periodi. Ma porta anche la memoria di importanti rifacimenti e affreschi, testimonianze di anni di migliori condizioni economiche. Diversi sono i documenti che descrivono la chiesa e i suoi rilevanti valori artistici, e non ne parliamo perciò in questo contesto.

Descriviamo invece per sommi capi le caratteristiche salienti del quartiere.

Nel corso dei secoli, il quartiere si articolò attorno all’Abbazia, in quanto abitato da agricoltori ed artigiani che in qualche modo gravitavano attorno al monastero. Non mancavano però anche commercianti, che usufruivano, come gli altri abitanti di Sesto Centro, delle vie d’acqua e del traffico merci che su di queste prosperavano. Si tenga anche presente che l’insenatura del fiume nella grande conca di S.Anna nei secoli scorsi si protendeva fin quasi all’attuale cimitero, sommergendo tutta la zona ora paludosa dietro il campo sportivo, e configurandosi come un porto naturale che veniva utilizzato per i commerci.

Bisogna giungere però all’inizio del secolo scorso, in epoca fascista, perchè il quartiere assuma un aspetto più simile all’attuale. Fino al 1938 infatti tutta la zona di fronte alle attuali scuole superiori era coltivata, ma nel ’39 un piano di urbanizzazione basato su una importante lottizzazione determinò una rapida crescita delle villette che oggi vediamo, favorita dalla cresciuta domanda di alloggi dovuta allo sviluppo industriale della SIAI e del suo indotto.

Il quartiere ospita anche il cimitero di Sesto, realizzato nel ed ampliato per necessità in più lotti nel corso degli ultimi decenni.

E siamo ai giorni nostri. Il quartiere è via via andato espandendosi, come un po’ tutto il territorio di Sesto, nella seconda metà del ‘900. In forza della sua vicinanza al centro storico e della disponibilità di aree, il quartiere ha dato ospitalità ad un asilo-nido comunale (il Piccolo Principe), al complesso scolastico superiore Carlo Alberto Della Chiesa, ove trovano sede il Liceo Scientifico e gli Istituti Tecnici ITIS, ITPA, ITC, IPSIA, alla Casa di Riposo Sant’Angelo, alla Residenza Sanitario-assistenziale per Disabili (RSD) e, negli edifici ricostruiti della vecchia abbazia, alla ASL (Distretto Sanitario di Sesto Calende).

Sulla via Lombardia, a cavallo fra la località LOCA e il nostro quartiere, su terreni appartenuti all’Ospedale Maggiore di Milano, sono stati realizzati il Centro Sportivo, con campi da tennis, pallavolo, calcio ed il Centro Natatorio, dotato di piscine coperte e scoperte. Insomma, una città nella Città.