Lisanza

Lisanza


[di Renzo Besozzi]

Lisanza è diventata frazione di Sesto Calende solo nel 1927, in occasione della creazione della provincia di Varese.  Prima di tale anno, era un comune autonomo facente parte del distaccamento di Angera, provincia di Como, mentre Sesto faceva parte del distaccamento di Somma Lombardo, in provincia di Milano. Pur essendo così vicini, persino alcune locuzioni dialettali mostrano alcune differenze fra Lisanza e Sesto.

Il borgo è caratterizzato da una piccola collina piramidale che scende verso il lago, isolata dalla catena di colline moreniche. Sulla cima di questa collina, che domina tutta l’area del lago fino ad Angera e Arona, sorgono i resti di un castello che, insieme ad altri della zona, con il caposaldo della Rocca di Angera, faceva parte del sistema di avvistamento difensivo che in epoca medioevale controllava il basso Verbano. La cinta muraria è costituita da pietre e ciottoli di fiume, mentre la torre di ingresso, ancora visibile come l’intero perimetro del borgo, è in blocchi squadrati di pietra d’Angera. Fu costruito nel XII-XIII secolo, ma nel 1440 il recinto fortificato appariva già in decadenza.
All’inizio del XIX secolo, in epoca napoleonica, all’interno del recinto venne collocato il cimitero, ove, in ottemperanza all’editto di Saint Claude, le pietre tombali con le iscrizioni erano collocate sui muri perimetrali. La chiesa parrocchiale di Lisanza, edificata all’interno della cinta muraria del castello e dedicata all’annunciazione di Maria Vergine, venne distrutta nel 1935, dopo la costruzione della attuale chiesa parrocchiale posta alla base della collina, più vicina al nucleo abitato. Oggi l’area e ciò che rimane del castello sono proprietà privata.

Fino alla metà del secolo scorso una parte importante dell’ economia era basata sulla pesca.
Società di pescatori professionali, dotate di grosse barche e di altre attrezzature specifiche, svolgevano attività continuativa in riserve ben definite.
L’attività di pesca si svolgeva prevalentemente di notte, mentre di giorno i pescatori erano impegnati in attività collaterali, quali la riparazione delle lunghe reti, la “tencia” o tintura delle stesse, che avveniva portando ad ebollizione in grossi paioli acqua e mallo di noce, la manutenzione delle barche, la preparazione di sassaie e la messa in acqua di fascine di legna per favorire la deposizione delle uova e la protezione degli avanotti. Ancora oggi le sassaie allora costituite a “collo di corona”, ovverosia in prossimità della zona tra arenale e acque profonde, affiorano in tarda estate quando il livello del lago si abbassa, e sono un pericolo per i natanti quando sono appena sotto il livello stesso. Il pescato veniva riposto nella ghiacciaia, in attesa di essere ritirato dai commercianti di pesce. In rare occasioni di pescato abbondante i pescatori passavano di casa in casa con una carriola piena per vendere direttamente il pesce che, per eccesso di quantità, non era stato ritirato dai commercianti. La ghiacciaia, tuttora integra, è un piccolo edificio circolare con tetto ottagonale, costruito all’inizio del 1800, al cui interno è ricavato un profondo pozzo, che veniva riempito di ghiaccio prelevato d’inverno dalle rive del lago e di neve compressa: il ghiaccio si scioglieva lentamente ma assicurava la sua funzione fino al successivo inverno. Sul ghiaccio veniva
riposto il pescato.

L’economia rurale, basata sui prodotti di piccoli appezzamenti di terreno e sul bestiame, era per tutti fonte di sostentamento. Quasi tutte le famiglie disponevano di piccole stalle, in proporzione ai campi a prato disponibili.
All’inizio del novecento, con lo sviluppo della vetreria a Sesto, presso cui avevano trovato lavoro anche operai di Lisanza, prese piede l’attività artigianale dei “cavagnitt”, che producevano ceste per damigiane. Piccole officine meccaniche sorsero dopo la seconda guerra dallo spirito imprenditoriale di tecnici ed operai che avevano lavorato nell’industria aeronautica di Sesto. Oggi sono attive molte imprese industriali di piccole/medie dimensioni, attività turistiche e sportive. Particolare menzione meritano le numerose attività cantieristiche di rimessaggio e manutenzione.
Lisanza negli ultimi decenni ha conosciuto un forte sviluppo edilizio residenziale e turistico, ed oggi conta circa 800 residenti.