Lentate

Lentate


[di Renzo Besozzi] 

Il primo documento che cita la località, chiamata “Lantà”, facente parte della Pieve di Angera, si trova negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano, nel 1346. Da allora per lunghi secoli Lentate seguì le vicissitudini di Angera, antico feudo degli arcivescovi di Milano, passato poi a Gian Galeazzo Visconti duca di Milano, e più tardi al ramo cadetto dei Visconti di Castelletto. Il feudo fu poi venduto al conte Vitaliano Borromeo nel 1449.
In un censimento del 1751, la comunità di Lentate  risulta comune autonomo, non aveva feudatari ed era sottoposta al podestà di Angera, cui corrispondeva 4 lire all’anno.
Il comune non disponeva di un consiglio e non aveva ufficiali, tranne il console, che svolgeva il suo incarico per un mese, senza salario. Le funzioni di console erano svolte a turno, casa per casa. Le anime erano in totale 204.
In epoca napoleonica, il comune passa nel dipartimento del Lario, e viene aggregato al comune di Taino. Con la restaurazione dopo Napoleone, il comune torna autonomo, e attorno alla metà del XIX secolo integra Osmate, che ne diviene frazione, e conta con questa 516 abitanti. Solo nel 1929 Lentate, separata da Osmate, diviene frazione di Sesto Calende.
La parrocchia fu sempre sotto la giurisdizione della diocesi di Milano. Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di San Materno di Lentate viene costantemente ricordata, negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili, nella pieve di Angera.
Verso la fine del XVIII secolo, la parrocchia di San Materno di Lentate non possedeva fondi; il numero delle anime, conteggiato nel 1780, era di 235. Cent’anni dopo, i parrocchiani, comprese le frazioni Pigone, Santa Fede, Molino e La Piana, risultavano circa 460.

L’abitato, dalle prevalenti caratteristiche rurali, si concentra attorno al cosiddetto Castello, che in realtà era un monastero delle monache milanesi di S.Margherita, con l’annessa chiesa del XIII secolo dedicata a S. Materno. Gli edifici del monastero, soppresso nel 1796,  sono stati successivamente adattati a private case d’abitazione, ma l’edificio di culto, seppur sconsacrato, mantiene le sue linee architettoniche del ‘600, con un bel campanile. La chiesa parrocchiale attuale, edificata nei primi decenni del ‘900, ha mantenuto la dedica a S.Materno come la vecchia chiesa. La Chiesa Nuova è in stile moderno, ispirato a modelli medievali e rinascimentali, possiede una pianta longitudinale con tre altari, che si chiude con un’abside poligonale. L’insediamento rurale di Santa Fè, poco più a sud sulla strada per Sesto, prende il nome dalla bella chiesetta di Santa Fede (chiesa della Beata Vergine Addolorata), d’origine medievale, ma ricostruita nel 1891 e tuttora adibita al culto.
L’intera zona ha mantenuto l’economia agricola che l’ha caratterizzata per secoli, come del resto la maggior parte dei territori entroterra di Sesto. Lentate non ha conosciuto l’incontrollato sviluppo edilizio che ha completamente trasformato le altre frazioni, e ciò contribuisce a creare una suggestiva atmosfera d’altri tempi. I vecchi edifici e le cascine sono state ovviamente ristrutturate con raro buon gusto, così che il paese ha mantenuto una sua armonia architettonica.